Noi stiamo con Liliana Segre

Un Parlamento che osa dividersi sulla sua proposta di istituire una Commissione contro l’odio. Lo striscione di Forza Nuova. Duecento messaggi razzisti al giorno. La scorta. Un incubo che torna. Come quando, a 8 anni, fu costretta ad abbandonare la scuola per effetto delle vergognose leggi razziali imposte dal fascismo e ratificate da Vittorio Emanuele III.
Quello che sta accadendo intorno a Liliana Segre è la rappresentazione plastica di un Paese gravemente malato, in cui ogni giorno il senso del limite si sposta indietro di qualche metro. Ci eravamo illusi, probabilmente, che gli anticorpi del Novecento ci avrebbero accompagnati a lungo. E, invece, dopo meno di un secolo, ci accorgiamo che i princìpi consegnati alle generazioni successive dai nostri padri costituenti sono sempre meno percepiti come valori condivisi. Elencare errori e responsabilità della classe dirigente sarebbe un esercizio lungo e stucchevole. Probabilmente molti dei problemi che viviamo oggi sono …




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