Le ceneri di Pasolini

“La morte non è nel / non poter più comunicare / ma nel non poter più essere compresi” – scrive Pier Paolo Pasolini undici anni prima di essere assassinato. Da quella oscura, troppo oscura notte all’Idroscalo di Ostia del 2 novembre del ’75 di anni ne sono ora passati quarantaquattro: un tempo in apparenza tanto lungo e distante quanto ancora invece troppo ravvicinato per accostarsi pacificamente alle ceneri ben custodite, ma mai del tutto spente, di Pasolini. Eppure è un tempo sufficiente per chiedersi, una volta di più, quanto le ragioni della sua sempre aperta officina di poeta, delle sue collaudate profezie, della sua strenua e appassionata militanza politica e del suo febbrile artigianato di cineasta – al di là della liturgia degli anniversari tondi e delle celebrazioni accademiche –  continuino oggi a essere veramente comprese.
Più citato che letto per davvero, Pasolini rischia infatti di essere soltanto colui che sapeva ma non aveva le prove, …




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