A Santa Ninfa tornano gli americani per cercare un aereo abbattuto

[di Max Firreri] Erano le 13,50 dell’11 luglio del 1943, in piena Seconda Guerra mondiale e nel secondo giorno degli Alleati in Sicilia, quando un A-36 «Apache» in sorvolo sulla provincia di Trapani, venne attaccato – e abbattuto – dai tedeschi che stavano sabotando un treno tra Castelvetrano e Partanna.
Quell’aereo faceva parte del 17° Bombardment Squadron che in Sicilia stava conducendo l’operazione «Operation Husky»: il velivolo cadde in fiamme nelle campagne tra Santa Ninfa e Partanna. Il pilota, un americano secondo tenente, morì e i suoi resti non sono stati mai recuperati. Ora, dopo 75 anni, il Dipartimento americano della difesa vuole trovarli per «ridare onore a un fratello».
A Santa Ninfa, nel punto d’impatto, e per la prima volta in Sicilia, sono arrivati 45 soldati della Defense POW/MIA Accounting dello stesso Dipartimento, l’agenzia che dal 2015 si occupa di trovare nel mondo i resti degli americani che sono morti sul campo …




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