Tra “chiacchiere” e costumi, si festeggia il giovedì grasso– storia e ricetta

La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.
I festeggiamenti maggiori avvengono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima.
Giovedì precedente l’ultimo giorno di Carnevale in tutta Italia viene chiamato col nome di Giovedì Grasso.
Ultimo giovedì prima di Carnevale, per questo si chiama Giovedì Grasso che, a seconda della regione, cambia nome. In Toscana viene chiamato “berlingaccio”, termine che, di derivazione tedesca, significa “mangiare con piacere”. Ma a Venezia si festeggia il ricordo di un’importante battaglia che torna indietro nei secoli. In generale, che vi si fornisca valenza religiosa o meno, si tratta di una giornata goliardica e i dolci la fanno da padrone, soprattutto le chiacchiere ( …




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