Belice.it

Falcone, ambienti esterni a Cosa nostra condivisero il progetto di ucciderlo

Prima, lo delegittimarono. «La campagna di delegittimazione di Giovanni Falcone, partita dentro Cosa nostra, si sviluppò grazie al fattivo apporto di settori del mondo professionale, imprenditoriale, politico, e di alcuni magistrati “complici”». Poi lo uccisero, in modo eclatante. «In questo processo, è emerso un quadro sia pure non ancora compiutamente delineato, che conferisce maggiore forza alla tesi secondo cui ambienti esterni a Cosa nostra si possano essere trovati, in un determinato periodo storico, in una situazione di convergenza di interessi con l’organizzazione mafiosa, condividendone i progetti ed incoraggiandone le azioni, come ha sostenuto la procura». Questo hanno scritto i giudici della corte d’assise di Caltanissetta che hanno celebrato il processo bis per la strage di Capaci. Quattro ergastoli, per Salvino Madonia, Lorenzo Tinnirello, Giorgio Pizzo e Cosimo Lo Nigro: i padrini sfuggiti alle accuse per 24 anni, gli ultimi componenti del commando che il 23 maggio del 1992 uccise il giudice …




Leggi la notizia completa