Top News 2016. La massoneria e gli intrecci in provincia di Trapani

I fatti di cronaca, le inchieste, la politica, la caccia a Matteo Messina Denaro. E poi notizie più curiose. Sono le top news del 2016 di Tp24.it. Una carrellata dei fatti più seguiti dai nostri lettori quest’anno e su cui abbiamo dedicato molta attenzione, con approfondimenti e aggiornamenti. 
 
E’ tornata a far parlare di sé, quest’anno, la massoneria. In provincia di Trapani la massoneria ha un passato oscuro, quella della fratellanza coperta, quella delle logge deviate con all’interno mafiosi e politici.
A trent’anni dalla scoperta della Loggia segreta Iside 2, il 2016 è l’anno in cui si si sono accesi di nuovo i riflettori sulla massoneria in provincia di Trapani. E le notizie, le inchieste sulla massoneria, hanno avuto diversi risvolti e molti dibattiti.
Se trent’anni fa i massoni erano un paio di centinaia, l’elenco consegnato alla Prefettura di Trapani dal procuratore di Trapani Marcello Viola conta quasi 500 massoni, sparsi in 19 logge. Sono tutte scoperte, nulla di segreto. Ma la provincia di Trapani si conferma territorio di riti e “fratellanza”. La città con più logge è quella di Castelvetrano. Proprio la Castelvetrano di Matteo Messina Denaro, il super latitante di cosa nostra, l’ultimo boss invisibile da 24 anni.
E in questo elenco ci sono politici di ogni ordine e grado, amministratori locali, funzionari, banchieri, uomini delle forze dell’ordine e giornalisti.
Un dossier preparato dalla Questura di Trapani e dal Procuratore Viola che ha cominciato ad indagare sugli intrecci tra mafia, politica, massoneria e imprenditoria. Una circostanza che ha scosso gli ambienti politici e imprenditoriali. Soprattutto per le premesse che la questura scrive nella sua informativa.
“Le clamorose vicende politico-giudiziarie di risonanza nazionale (P2) e locale (Iside2) non sembrano avere ancora ingenerato il diffuso convincimento che in seno a logge massoniche, soprattutto se occulte o deviate, possa annidarsi un vero e proprio potere parallelo in grado di inquinare l’attività amministrativa e la gestione della cosa pubblica costituendo una temibile turbativa per le istituzioni e la collettività. Appare lecito chiedersi fino a che punto la quotidiana e multiforme attività di enti pubblici non sia subdolamente pilotata dall’influenza di poteri occulti assai più penetranti della purtroppo diffusa logica clientelare, della dilagante corruzione o ancora delle ben note pressioni intimidatorie di chiara matrice mafiosa. L’ esigenza di sviluppare una sistematica ed incisiva attività di investigazione appare prioritaria”.
Un dossier che tra corsi e ricorsi storici, da Iside 2 ad oggi, fa la fotografia della massoneria di oggi in provincia di Trapani.
Se i maggiori intrighi, storicamente, sono stati nel capoluogo, oggi la città con più logge massoniche è proprio quella Castelvetrano di Matteo Messina Denaro. Su 19 logge censite, sei sono qui, nella città del Belice. Loggia Italo Letizia 345, Loggia Demetra, Loggia Enoch, l’Obbedienza di Piazza del Gesù, la Loggia Oriente, la “Francisco Ferrer” e la “Hypsas” del Grand Orient de France. Un gran numero di logge per una cittadina di poco più di trentamila abitanti. E tra i “fratelli” ci sono anche politici e amministratori, persone che gestiscono o hanno gestito in passato la cosa pubblica.
Non è un segreto invece l’appartenenza alla loggia Myrhiam di Palermo dell’ex sindaco di Alcamo Sebastiano Bonventre, di cui è anche maestro venerabile, come ha raccontato tempo fa Tp24.
A Trapani mafia, massoneria, potere politico, imprenditori hanno avuto sempre un legame molto intrecciato e forte. Da Iside 2 ad oggi, dal circolo Scontrino alle dichiarazioni di Nino Birrittella, l’ex patron del Trapani Calcio arrestato nel 2005 perchè componente della famiglia mafiosa trapanese. Oggi collabora con la giustizia, e in questi anni ha raccontato di una massoneria “necessaria” per avere agganci utili e la maggior parte delle decisioni erano subordinate a questa. La loggia massonica, secondo Birrittella, avrebbe influito sugli uffici pubblici, la Prefettura, il Comune, la Camera di commercio, l’ospedale, e avrebbe perfino controllato cosa accadeva in Procura.
La Procura di Trapani ha anche esplorato un altro filone di inchiesta. Le inchieste che hanno riguardato l’ex vescovo di Trapani Francesco Miccichè hanno portato alla stesura di questo dossier. Miccichè è stato indagato per truffa sui fondi dell’8 per mille, e nel 2011 è stato “epurato” da Papa Ratzinger.
La mappa della massoneria in provincia di Trapani ha come capitale Castelvetrano, una città con 200 massoni, che ha fatto suonare i campanelli d’allarme alla procura. E sulla massoneria in provincia di Trapani è intervenuta anche la commissione parlamentare antimafia che ha fatto diversi “blitz” quest’anno, soprattutto per quanto trapelato su Castelvetrano. I legami, gli intrecci e le commistioni tra cosa nostra e massoneria deviata sono stati l’argomento primario della visita della commissione parlamentare antimafia nazionale presieduta da Rosi Bindi a Trapani.
In tutto ciò che sono stati diversi interventi di massoni, come quello del Maestro venerabile che ha parlato di una massoneria etica. Che la massoneria non è covo di mafiosi.




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