Sicilia: Inizio “SALDI” dal 2 gennaio

Sicilia, saldi di fine stagione al via! Alcune regole. Sulla merce in saldo deve essere indicato in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita (i due prezzi originario e scontato e la percentuale di sconto); in caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto, anche in occasione dei saldi il commerciante deve sostituire la merce. Se il commerciante nel resto dell’anno accetta assegni, carta di credito e bancomat è tenuto ad accettarli anche durante i saldi di fine stagione.La Sicilia parte in anticipo e dal 2 gennaio, contrariamente al resto d’Italia dove il via sarà dato il 5 gennaio, si parte con la corsa all’acquisto di tutti quei beni a cui a prezzo intero si è preferito rinunciare. La data di inizio degli sconti dipende, a differenza del resto d’Italia, da un decreto emesso lo scorso anno dall’assessore regionale alle Attività Produttive Mariella Lo Bello sia per i saldi 2016 che per i saldi invernali 2017.
Nel resto d’Italia, i saldi partono il giorno prima dell’Epifania, seguendo le indicazioni di Federmoda Italia Confcommercio che ha spinto per unificare la data di inizio nel 5 gennaio che è il giorno feriale che anticipa la festa”. Nell’isola le previsioni sono di mantenimento del fatturato dello scorso anno e di vendite soprattutto per quanto riguarda la maglieria, i capi pesanti e le scarpe. “E’ un mercato drogato da offerte, promozioni e saldi sempre più anticipati. Le vendite, quelle a prezzo regolare, si sono ridotte a poche settimane”.
Altra scure che si abbatte sul commercio “fisico” è quella degli acquisti online, dove tutti i giorni è possibile trovare offerte e saldi indipendentemente dal periodo. Una “concorrenza sleale”, secondo la presidente di Confcommercio Palermo, dato che “stesso mercato stesse regole, dovrebbe essere quanto garantito alle imprese commerciali tradizionali”. L’unica strategia rimane quella di promuovere acquisti “responsabili e consapevoli”. “Possiamo suggerire di sostenere quanto più possibile i negozi sotto casa, le produzioni locali e il made in Italy. Ricordiamoci che con i nostri acquisti possiamo sostenere il sistema Paese e quindi anche noi stessi. La maggior parte degli acquisti online infatti drena risorse finanziarie all’Italia.




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