Trapani, donna aggredita da cani randagi chiede risarcimento di 61 mila euro

Fu aggredita da un branco di cani randagi mentre attraversava viale Marche, nei pressi della chiesa del Santissimo Salvatore a Trapani.  La donna, che ha riportato diversi danni fisici adesso ha citato in giudizio il Comune, chiedendo un risarcimento di poco più che 61 mila euro. Il fatto è accaduto il 27 settembre del 2014, e la donna è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari. Ma quanto avvenuto l’ha segnata anche dal punto di vista psicologico. Sicuramente una brutta esperienza, per cui, adesso, la vittima dell’aggressio – ne, attraverso l’avvocato Antonella Argentino, ha citato in giudizio il Comune per ottenere il risarcimento dei danni e la prima udienza è stata fissata per il 19 dicembre, mentre il Comune si oppone ed ha affidato l’incarico per resistere all’avvocato Giulio Vulpitta. “Faccio i migliori auguri di guarigione alla signora – afferma Enrico Rizzi, presidente nazionale del nucleo operativo italiano tutela animali –. Ma tengo a sottolineare come la legge, a riguardo, è chiarissima –. La competenza di tutti gli animali presenti sul territorio è del sindaco. E non mi riferisco soltanto ai cani, perché se un gatto mi attraversa la strada ed io finisco per terra, facendomi del male, la responsabilità è sempre e soltanto del sindaco”. Inoltre, per Rizzi nel capoluogo la situazione è anche peggiore perché “c’è il disinteresse al problema da parte dell’amministrazione comunale – continua -. Sono due i modi attraverso i quali si può intervenire cercando di migliorare la situazione attuale. Il primo è la sterilizzazione, ed a riguardo, più volte ho chiesto di svolgere degli incontri con l’Asl. Il secondo è il controllo, o meglio il mancato controllo, dei cani padronali. In città sono tantissimi i cani che vengono abbandonati, sia d’estate sia d’inverno. E questo perché, purtroppo, culturalmente il cane viene ancora considerato quasi un oggetto. Senza parlare, poi, della complicità di alcuni veterinari che visitano gli animali anche se questi non hanno il microchip”.




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