Rifiuti, tregua tra la Sicilia e Roma. Si faranno i termovalorizzatori

 Il presidente della Regione Sicilana, Rosario Crocetta, ieri è stato  a Roma per affrontare lo scottante dossier dei rifiuti e fare il punto sull’attuazione dell’ordinanza dello scorso 7 giugno con il ministro dell’Ambiente, Luca Galletti.
Crocetta, che era accompagnato dall’assessore all’Energia, Vania Contrafatto, e dal dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti, Maurizio Pirillo, ha illustrato il nuovo Piano regionale dei rifiuti che prevede la costruzione di sei mini-termovalorizzatori o di tecnologie ancora più avanzate. “Piano” che la giunta regionale dovrebbe approvare la prossima settimana.
Ma già ci sono molte polemiche. Ad esempio a Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, già è partita la mobilitazione. Nelle 37 pagine del piano è indicato che comunque questi termovalorizzatori verranno collocati a non meno di tre chilometri dai centri abitati, in zone industriali o precedenti discariche dismesse. 
La Sicilia resta al palo per la raccolta differenziata. «E’ una situazione molto critica -ammette  il presidente della Regione su La Sicilia- ma su questo fronte sarà “tolleranza zero”. Se entro 15 giorni, i sindaco e le Srr non avranno messo in moto i meccanismi per aumentare sensibilmente la raccolta differenziata, scatteranno i commissariamenti. Non possiamo mettere a rischio la vita delle discariche per la poca raccolta differenziata. Su questo intendiamo essere intransigenti».
“Al governo interessa che non ci siano solo le discariche come chiusura del ciclo dei rifiuti – aggiunge l’assessore Contrafatto a Live Sicilia -. E che si brucino 700 mila tonnellate all’anno, il rifiuto complessivo prodotto in Sicilia al netto del 65 per cento di raccolta differenziata. Si sta studiando la localizzazione, ma saranno le Srr ad avere l’ultima parola”, spiega l’assessore.
Per Crocetta, non c’è alcuna necessità di portare i rifiuti fuori dalla Sicilia: «Adesso che abbiamo sufficienti impianti di biostabilizzazione – ha continuato – sarebbe un errore smaltire la parte secca in discarica. Questo non è un problema nostro, ma dei privati che gestiscono le discariche che hanno le capacità di trovare accordi con gli impianti di termovalorizzazione del Nord Europa, dove non hanno più rifiuti perché è altissima la percentuale di raccolta differenziata. Già lo fa la “Siculatrasporti”, proprietaria della discarica di Lentini, potranno farlo anche gli altri che in questo modo allungano la vita dei loro impianti».




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