Un pentito racconta: "Messina Denaro ha salvato la vita a Di Matteo e Lumia"

Il pm Nino Di Matteo e il senatore Giuseppe Lumia “salvati” da Matteo Messina Denaro. E’ un retroscena, tutto da verificare, anche in relazione al nome del politico, raccontato dal pentito di Bagheria Salvatore Lo Piparo. Uomo d’onore della mafia di Bagheria, Lo Piparo si è pentito due anni fa. Da allora le sue dichiarazioni sono state passate al setaccio, e pare che la sua attendibilità sia in qualche modo “certificata”. Bagheria è una città molto frequentata da Matteo Messina Denaro, il boss latitante di Castelvetrano. Nel 2000 venne trovato il nido d’amore che la primula rossa imprendibile da 23 anni usaa per gli incontro con Maria Mesi. Le notizie che Lo Piparo ha riferito su Messina Denaro però non le ha acquisite in prima persona, ma dal fratello della donna che ha avuto una relazione con Messina Denaro, Francesco Mesi.
Bagheria, dicevamo, è una città cara a Matteo Messina Denaro, e in questi anni le forze dell’ordine gli hanno dato la caccia anche lì, anche nel paese della sua fidanzata. La conferma arriva dal ritrovamento da parte di Lo Piparo e di Mesi di due telecamere, almeno secondo quanto racconta il pentito. “… ci dissi Francè, vidi che qua c’è telecamera… si avvicinò, dici ‘mortu sugnu, dici, vero una telecamera è’”. Mesi, sempre intercettato, avrebbe detto a Lo Piparo che “chiddu”, Matteo Messina Denaro, “a America è”. Ma le parole di Mesi erano da prendere con le giuste cautele, non sarebbe stata, insomma, una persona molto credibile per Lo Piparo: “Si vedeva ca era tutto mriacu”. E in una di queste circostanze  Mesi ha raccontato al pentito cosa gli riferì la sorella. Lo Piparo fa mettere a verbale che secondo Mesi a Messina Denaro “l’avissiru a ringraziari. Ca un fici ammazzari a Di Matteo e chiddu chi c’è ddà a Mongerbino… chiddu Lumia, non lo disse subito, poi disse Lumia  e poi mi spiegò un discorso della commissione che durò proprio 30 secondi, mi disse iddu è u capu da commissione, di qua e di là.. fa dice e mi disse puru che lui non ce l’ha assolutamente con i giudici… fa dice lui ce l’ha con lo Stato… però mi dissi iddu ca forse è megghiu ca si ci allea, forse è meglio che si ci allea con lo Stato e il discorso è finito qua”. Racconti d’estate di un boss pentito, ma di cui è difficile trovare tracce e fondamento. Come sono difficili da trovare le tracce del super latitante Matteo Messina Denaro. Sono anche racconti contrastanti con quanto disse Vito Galatolo, altro boss pentito, sul piano di Messina Denaro di uccidere Nino Di Matteo. Per Lo Piparo invece Messina Denaro avrebbe deciso di salvare la vita al pm del processo sulla Trattativa insieme al senatore Lumia. 




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