Marsala. Sinacori: "Verifica di maggioranza? Noi non ci siamo. Cerniglia capro espiatorio"

Giovanni Sinacori, consigliere comunale a Marsala, dell’Udc, la maggioranza che sostiene il sindaco Alberto Di Girolamo è pronta alla resa dei conti. Il vostro gruppo che farà, starà a guardare o metterete zizzania ?
 
C’è da dire che la richiesta di verifica politica adesso l’ha chiesta Linda Licari aggettivandola come “vera”. E questo dopo che per un anno l’hanno chiesta i vari Sturiano, Arcara, Galfano, Ingrassia e altri. Allora quella era fasulla?
 
Da mesi si ipotizza un ingresso dell’Udc in maggioranza. E’ una ipotesi che adesso potrebbe prendere corpo per sostituire i dissidenti?
 
La nostra posizione non cambia. Stiamo molto attenti a quello che succede in città. Abbiamo dimostrato di non essere d’accordo con la maggioranza. Ma non vedo le condizioni per mutare il quadro politico che giustifichi il nostro ingresso in maggioranza. C’è da dire che il referendum costituzionale potrà essere uno spartiacque per le forze politiche nazionali. Ma la verifica dell’attuale maggioranza a noi non interessa, possono venire fuori con la sostituzione di assessori e la cosa non ci riguarda.
Linda Licari ha detto che c’è bisogno di una verifica politica, dopo l’approvazione del piano rifiuti. Si aspettava questa uscita.
 
Questa verifica politica viene richiesta dalla parte più ortodossa della maggioranza. Ciò sostiene quello che abbiamo detto da sei mesi a questa parte. Questa maggioranza e l’amministrazione non sanno portare avanti l’ordinario. La Licari ha addossato la colpa a due fattori, uno alle emergenze continue. Ma c’è da dire che non le hanno sapute governare. In effetti il sindaco non ha ancora nominato i dirigenti e ha una macchina burocratica bloccata. La seconda motivazione della Licari è quella dell’ostracismo e delle questioni che vengono poste da buona parte della burocrazia che rallenta l’amministrazione. Rispetto al consiglio comunale la Licari parla di invidia, di posizioni preconcette. Bisogna superare questo ragionamento.
 
Sturiano, lo sappiamo, vuole l’assessorato. Mette i bastoni tra le ruote al sindaco dall’inizio, in sostanza. Questo gruppo dei dissidenti per lei dove vuole andare?
 
Non so dove vuole arrivare. Però ha fatto emergere un andazzo della pubblica amministrazione che non è consono allo strumento di democrazia. Sturiano ha lamentato che hanno fatto tutto senza consultare la maggioranza. Non so dove vuole arrivare Sturiano.
 
Sinacori in consiglio comunale ha detto che l’amministrazione non porta avanti i punti approvati dall’unanimità dei consiglieri ma proposto dall’opposizione. Come mai, e che avete intenzione di fare?
 
Questo consiglio comunale ha votato all’unanimità degli atti importanti, come le delibere economiche, la variante sul porto, per cui non c’è stato ostruzionismo strutturale. La minoranza dice qualcosa di diverso rispetto a quelle della minoranza. Controbatte un principio di amministrazione. Alcune cose approvate dal consiglio comunale, come il baratto amministrativo sono state praticamente ignorate dall’amministrazione. Questo solo perchè arrivava dalla mia parte politica e perchè era un punto nel programma di Massimo Grillo.
 
Questione rifiuti, come si risolve questa emergenza?
 
E’ molto dura, ma non per colpa dei sindaci. C’è una grande incertezza per colpa della regione. Devo dire però che Marsala poteva avere una discarica. Ma l’amministrazione non è stata attenta in questa circostanza.
 
 
Ha seguito la polemica degli eventi? L’amministrazione dice che non si poteva fare di più per via del bilancio non ancora approvato e dei pochi fondi a disposizione. Le dimissioni dell’assessore al turismo Lucia Cernigia, se dovessero arrivare se condo lei è un capro espiatorio o è la soluzione per rinnovare le politiche culturali a Marsala?
 
E’ un capro espiatorio. E’ mancata la gestione collettiva in questo caso. La dimostrazione è che il vice sindaco dice che avevamo zero e non potevamo altrimenti. Ma i fondi c’erano, avevano un milione per la spesa corrente derivati dalla rinegoziazione dei mutui. E’ stata fatta una scelta politica. I fondi sono stati impegnati per l’assegno civico. Ma se scrivi zero nel capitolo cultura è una colpa collettiva non di un singolo assessore. Però sono stati fatti impegni durante l’anno con associazioni e parrocchie. Quindi non è stata proprio a costo zero. Però se tu vuoi essere una città turistica per avere un minimo di cartellone devi unire il decentramento degli eventi nelle contrade all’evento di più ampio respiro. Ma questo non si è capito.
 
Ad un anno dall’insediamento del consiglio comunale, qual è il suo bilancio.
 
Positivo, su alcune questioni potevamo essere più decisi. Ma c’è bisogno di uno stravolgimento culturale, se si ragiona ancora a maggioranza e opposizione non si va da nessuna parte. Bisogna ascoltare tutti senza preconcetti.




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