Trapani, nuovo acquisto: Matteo Legittimo

Matteo Legittimo, difensore classe 1989, è il nuovo acquisto del Trapani Calcio per la stagione 2016/17 – si legge sul sito ufficiale del club granata -. Legittimo arriva al Trapani a titolo definitivo con un contratto biennale.
Nato a Casarano, inizia la sua carriera calcistica nel Lecce e inizia a farsi le ossa in Prima Divisione con Pistoiese e Paganese. Nel 2009-10 in Seconda Divisione colleziona 33 presenze con la maglia del Barletta, mentre l’anno seguente approda alla Salernitana con cui sigla anche un gol su 20 presenze in Prima Divisione. Inizia il campionato 2011-12 in Serie A con il Lecce ma a gennaio si trasferisce al Sudtirol disputando 17 partite.
Il difensore pugliese nel 2012-13 resta in Prima Divisione e lo fa vestendo la maglia del Lecce: 13 presenze e poi nel gennaio 2013 il trasferimento all’Ascoli in Serie B (7 presenze). Nella stagione 2013-14 passa al Grosseto con cui disputa un ottimo campionato di Prima Divisione (30 presenze, 1 gol).
L’anno seguente, nella Lega Pro unica, inizia la stagione alla Spal (16 gare giocate) per poi chiuderla al Grosseto con altre 20 presenze. L’ultimo campionato lo vede tra i protagonisti dell’ottima stagione del Lecce in Lega Pro: con 28 presenze totali ed un campionato fantastico contribuisce al raggiungimento dei playoff da parte della società salentina. Terzino sinistro, ma all’occorrenza anche difensore centrale, Legittimo ha vestito anche la maglia della nazionale italiana dall’under 16 all’under 20.
In un’intervista rilasciata ai microfoni di Rgs, il direttore sportivo del Trapani, Daniele Faggiano, si è espresso in merito al calciomercato dei granata. “Come l’anno scorso ci muoveremo in sinergia col Palermo? Non penso, quest’anno c’è Foschi in rosanero e credo che la sinergia l’avranno con il Cesena. I giovani del Palermo andranno lì. Noi su La Gumina? Noi seguiamo tutti i bravi giocatori, e Nino lo è – ha sottolineato Faggiano -. Obiettivo per la prossima stagione? La salvezza. Perché non la promozione? Perché siamo abituati a fare i fatti e non a chiacchierare”.




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