AGRICOLTURA: VERITIERI I DATI ISTAT?

REDAZIONE, 01 LUG – Decisamente una ventata di ottimismo secondo i dati Istat, riguardo l’andamento dell’economia del settore primario nel meridione. Ma forse è il caso di riflettere su certi dati e sui singoli comparti produttivi. Da un lato la crescita del 3,7% del valore aggiunto è senz’altro un dato positivo, a testimonianza anche della dinamicità del settore agricolo e degli sforzi delle imprese, dall’altro lato lato si può però notare come a tale crescita non sia seguito un adeguamento dal punto di vista reddituale per gli imprenditori. Varie sono ancora le produzioni del Mezzogiorno che sopravvivono fra mille difficoltà. Dando solo un’occhiata ai prezzi pagati agli agricoltori, le quotazioni sono in generale calo del 4,6%, contrazione che per quanto riguarda la frutta supera anche i 15 punti percentuali. Per l’olio d’oliva persino il 30% (anche a causa della cattiva gestione dell’emergenza xylello). Anche nel settore ceralicolo il calo è stato del 30%.  Da non dimenticare il settore agrumicolo (penalizzato dalle importazioni). Non vi è nemmeno da trascurare la crisi strutturale: nel primo trimestre di quest’anno oltre 6.200 delle aziende al sud, sono state cedute (che rappresentano il 40% a livello nazione delle cessioni). Passando sul fronte estero, non c’è di che stare allegri: la Russia ha prorogato l’embardo alle esportazioni europee al 2017. A questa si aggiunge l’incertezza del dopo Brexit. Ed è quindi tempo che siano predisposte adeguate politiche per rilanciare la redditività del settore agricolo, perchè quelle adottate sino ad ora  sono risultate inefficaci.
di Elena Manzini
 





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