Il profumo (e la puzza) della mia città

Volete andare a Parigi spendendo meno di quindici euro? Niente levatacce mattutine per prendere il volo, niente file estenuanti al controllo passeggeri, niente hostess che devono venderti gratta e vinci, niente di tutto questo, solo il piacere del viaggio. Catapultati nei luoghi parigini grazie ad un semplice gesto: l’acquisto del libro di Patrick Süskind , Il profumo; ovviamente dovete anche leggerlo. Vabbe’, se non amate leggere almeno guardate il film, ma soprattutto, cosa leggete a fare la mia rubrica che parla di libri? Ebbene, questo libro ha la capacità di farti sentire gli afrori dei luoghi narrati, vi assicuro che la scena iniziale vi farà provare un senso di disgusto vero, come se le pagine fossero impregnate di pesce marcio. Potenza di un grande narratore! Non intendo aggiungere una sola parola sulla trama di questo libro, qualunque dettaglio sarebbe riduttivo. Ora però vorrei parlare di profumi, odori, afrori, aromi, effluvi, fragranze, esalazioni e tanti altri sinonimi, da scegliere però con cautela rispetto a ciò che s’intende dire. L’esperienza emozionale legata all’odore è alla base del processo d’apprendimento degli organismi viventi ed è talmente necessaria alla loro sopravvivenza che le memorie olfattive sono trasmesse insieme al patrimonio genetico e non svaniscono mai. Tutti ne abbiamo fatto esperienza, tutti sappiamo cosa sia in grado di scatenare un folata di vento intrisa di sostanze volatili particolari, nel bene e nel male. Consentitemi un piccolo inciso, ma da pacifista dico che istituirei la pena di morte per quelli che già alle otto del mattino emettono effluvi di sudore stantio, posso capire dopo una giornata di lavoro, ma se sei appena uscito di casa in quelle condizioni il motivo è solo uno: non ti sei lavato. Tolto questo sassolino posso ora parlare di cose più edificanti. Che profumo ha la mia città? Lo so, state pensando tutti la stessa cosa, e forse un po’ l’ho pensata anch’io. Giusto qualche giorno addietro è saltato il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, inutile dire l’olezzo in cui si è risvegliata l’antica Lilibeo. Giacché ci siamo parliamo pure del servizio di pulizia con il mezzo dotato di spazzola spargi sporco (ndr), non ho mai capito il funzionamento di questo sistema, so per certo che quando incontra l’immancabile escremento canino, il risultato è devastante. Ora basta con questi discorsi di m…ezzi discutibili. Accidenti a me! Dovevo parlare di cose edificanti a proposito della mia città. Tralascio pertanto l’effetto alta marea che restituisce ai luoghi natii, attraverso i tombini, un disgustoso tanfo di scarti biologici. Va bene, lo ammetto, la mia città non è perfetta, ma ditemi voi quale lo è. Marsala ha i suoi profumi, stratificati, intimi e unici. C’è quello di fondo che sovrasta ogni cosa ed è quello del mare; c’è quello del tufo, zuppo di salsedine; c’è quello della sabbia asciutta che arriva con lo scirocco; c’è quello del pane, appena sfornato dai forni a legna; c’è quello del couscous, preparato ogni venerdì; c’è quello della terra rossa assetata dopo un acquazzone estivo; c’è infine quello inconfondibile che dice… sei a casa.
 
Katia Regina
 
 
 
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