Danni da Triv

Abbiamo deciso di schierarci, come testata, per far votare SI al referendum contro le trivelle sul Mare Mediterraneo, il prossimo 17 aprile. Abbiamo aderito al comitato fondato da Legambiente Marsala e sostenuto una campagna #notriv a partire dal nuovo logo. I motivi che ci hanno portato a questa presa di posizione sono più di uno. Innanzitutto non vogliamo che i nostri mari si macchino delle scie di inquinamento delle piattaforme. I dati elaborati da GreenPeace parlano chiaro: la contaminazione da parte delle sostanze chimiche lasciate dalle piattaforme vanno oltre i limiti consentiti dalla legge ed i parametri ambientali sono oltre i limiti per almeno due sostanze nel 67% dei campioni analizzati nel 2012, nel 71% nel 2013 e nel 67% nel 2014. Siamo contrari anche “all’assalto” petrolifero che si sta abbattendo nelle coste siciliane: il Decreto Sviluppo che è stato approvato, porta a 37 le richieste per cercare petrolio nel Canale di Sicilia ed Edison vuole collocare una nuova piattaforma anche al largo di Pozzallo. “In un momento di crisi economica come questo è inammissibile che il Governo privilegi gli interessi delle grandi compagnie petrolifere”, fanno sapere da GreenPeace che ha lanciato le campagne “No triv”, “U mari un si spirtusa”, “Non è un Paese per fossili”. Le conseguenze di questo inquinamento si abbatteranno inevitabilmente sull’ecosistema, sulla flora e sulla fauna. Ad esserne più a rischio – secondo i dati resi noti dall’Ente ambientalista – sono le cozze. Dai campioni raccolti pare che le sostanze rinvenute dall’Ispra siano cancerogene: addirittura da oltre vent’anni le cozze vengono raccolte da pescatori romagnoli e poi commercializzate, le chiamano “cozze da piattaforma”. Quelle che poi finiscono sulle nostre tavole, per intenderci. Ieri inoltre, è giunta una discutibile circolare ministeriale che obbliga i sindaci a non fare propaganda elettorale in vista del referendum del 17 aprile. Una sorta di bavaglio che ci pone di fronte a tanti dubbi e tanti quesiti. Come afferma la normativa “… il personale amministrativo è tenuto ad osservare le circolari sempre che esse non siano in contrasto con la legge”. Ma a ben guardare la legge sulla propaganda elettorale, questa disciplina gli spazi e le affissioni vietando i comizi elettorali il giorno prima delle elezioni. Mentre l’articolo 21 della Costituzione afferma la libertà di pensiero e di parola espressa con ogni mezzo. Ma c’è da chiedersi: cosa accadrà a quei sindaci che prima della circolare avevano espresso il proprio parere sul referendum? Al sindaco di Petrosino per esempio, che si era detto contrario alle trivelle? Ciò non è accaduto nel comune di Marsala, ma i gruppi consiliari lilybetani si sono schierati per far votare SI… quali malumori si apriranno adesso all’interno della politica locale? Ai posteri…
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