Nathan Never, omaggio a fumetti ai giudici Falcone e Borsellino


Nel numero in edicola una storia di fantascienza che si ispira alle vicende dell’antimafia. Lo sceneggiatore Pistoia: “La speranza è che qualche giovane, dopo aver letto l’albo, sia spinto da curiosità e vada a cercare chi erano veramente Falcone e Borsellino”

ROMA, 01 – Una storia di fantascienza, ambientata tra 200 anni nel futuro, ma che racconta tra robot e viaggi nello spazio le vicende di ieri e di oggi della mafia e di quanti, a partire dalla magistratura, dalle forze dell’ordine e tante persone comuni, si sono battuti con coraggio contro di essa e ne sono stati anche vittime. È quella che si può leggere nel numero 297 in edicola questo mese di “Nathan Never”, il personaggio della celebre casa editrice “Sergio Bonelli Editore”, la stessa di Tex e Dylan Dog, ideato 25 anni fa da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna ed curato oggi da Glauco Guardigli.
“La storia – ci dice il suo sceneggiatore Thomas Pistoia, al suo esordio su “Nathan Never” – è un omaggio voluto alle vicende di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, e nasce da un mio personale interesse a questo tema e da alcune notizie che avevo letto sull’esperienza delle ‘scorte civiche’, create in questi anni a Palermo a sostegno dei magistrati antimafia ed in particolare per il pm Nino Di Matteo, cui si ispira anche nel nome il giudice protagonista dell’albo”.
L’episodio, come detto, è ambientato nel futuro in un non meglio precisato “settore meridionale della vecchia Europa”, e racconta dell’impegno quotidiano contro la mafia del giudice Matthew, a cui si affianca a supporto della sua scorta l’agente speciale Never, dopo l’uccisione con un’autobomba del collega ed amico di Matthew, il giudice Kenneth.
Ispirato ai reali fatti di cronaca che videro cadere in due attentati nel 1992 prima il giudice Falcone e la moglie, poi Paolo Borsellino, insieme agli uomini delle loro scorte, “per le immagini del funerale del giudice Kenneth ho procurato da Youtube al disegnatore Emanuele Boccanfuso le riprese video dei funerali della scorta di Falcone. Nella sceneggiatura ho inserito parole effettivamente pronunciate dai personaggi reali (Falcone, Borsellino, e c’è anche una frase di Carlo Alberto Dalla Chiesa). Per la scena finale mi sono ispirato al film “Palermo-Milano sola andata”, le cui musiche di Pino Donaggio mi facevano da sottofondo mentre la scrivevo. La marcia di Nathan Never, diversamente da quella del film che è composta esclusivamente da militari, è invece formata soprattutto da semplici cittadini”, ci spiega ancora Pistoia.
“Anche se ha un’ambientazione futuristica, un personaggio come Nathan Never si prestava bene a raccontare questa storia – prosegue lo sceneggiatore -. Lui ha le caratteristiche dell’eroe, è addestrato, lotta ma è anche uno che ‘pensa’. Nell’albo anche per questo sembra quasi ‘a disagio’, come se lui stesso capisse di trovarsi non in una vicenda di fantasia bensì nella realtà”.
La storia esce dallo standard ordinario degli albi di Nathan Never e di quelli degli altri personaggi della Bonelli, è stata però accolta positivamente dai lettori sia per la trama che per l’ambientazione, come si può leggere nei commenti sulla pagina Facebook ufficiale dedicata al personaggio. “Non è la prima volta che in Bonelli tocchiamo tematiche sociali o di attualità – ci precisa Glauco Guardigli -. Pensiamo ad alcuni albi di Dylan Dog dedicati alla vivisezione, contro l’abbandono degli animali oppure alla censura, anche se la linea editoriale ha sempre spinto a non dare mai nelle storie troppi riferimenti reali. Si tratta pur sempre di fumetti. Però la sceneggiatura propostaci più di un anno fa da Pistoia ci è subito piaciuta e ci è sembrato opportuno anche inserirla tra le pubblicazioni del 2016, in occasione del 25° di Nathan Never. Un omaggio voluto a chi ha perso la vita nella sua lotta contro la mafia e a chi oggi difende i cittadini contro di essa”.
Nathan Never – conclude Pistoia – rimane un personaggio di fantasia, non ha finalità strettamente educative, ma il fumetto, come ogni forma d’arte, può essere uno strumento utile a ricordare e magari a far conoscere alle nuove generazioni vicende e protagonisti importanti della nostra storia recente, come i giudici che si oppongono alla mafia. La speranza è che qualche giovane, dopo aver letto l’albo, sia spinto da curiosità e vada a cercare chi erano veramente Falcone e Borsellino, o chi sia il giudice Di Matteo”.
L’albo, reperibile ancora in edicola, è uscito a poche settimane dal prossimo 21 marzo, la data in cui si svolgerà XXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” promossa da Libera. Inoltre proprio a mafia, camorra e ‘ndrangheta nella storia del fumetto è dedicata “Mc Mafia”, la prima mostra-racconto dei fenomeni criminali e dell’impegno contro le mafie nella produzione fumettistica dal secondo dopoguerra ad oggi, che ha riaperto dal 27 febbraio fino al 26 marzo al Museo del Fumetto di Cosenza. (fsp)
redattoresociale.it

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