“Progetto Alcamo” verso la candidatura a sindaco del professore Antonino Vallone

Questo pomeriggio potrebbe essere annunciata, durante la presentazione del manifesto del nuovo movimento creato da alcuni esponenti dell’associazione MODI, la candidatura del teologo alcamese. Sulla eventuale apertura del progetto alle altre forze politiche della città Vallone ha dichiarato “L’unica nostra possibilità di dialogo può essere una realtà civica più vicina a noi. Potrebbe essere quella di ABC”.
Sabato pomeriggio verrà presentato “Progetto Alcamo”, al Caffè Nannini. Quali sono le ragioni che hanno portato alla nascita di questo movimento?
Le ragioni che hanno portato alla nascita di questo movimento consistono nella consapevolezza che c’era una parte della cittadinanza che poteva essere rappresentata politicamente e che non lo è stata, nel senso che un gruppo di persone, io per prima ed altri, ha capito che le offerte che c’erano ad Alcamo, da un lato i 5stelle e dall’altro il Pd o altri partiti, non erano esaustive. C’era più gente che voleva il cambiamento, ma per un motivo o per un altro poteva non sentirsi rappresentata da queste due principali realtà. Per non parlare, poi, di altri vecchi politici etc. Quindi, da questo punto di vista, nasceva questa consapevolezza. Un gruppo di noi, inizialmente, pensava di essere vicino a questa realtà, con ABC e i 5stelle, tanto che lo scorso luglio avevo fatto un post sui social parlando di una possibile alternativa politica in questa collocazione, in questa parte della politica di cambiamento, e sperando in un fronte comune. Poi, a settembre, con la notizia che i 5stelle non potevano o non volevano aprirsi a nessuna realtà…
Diciamo che è previsto dal loro statuto.
Sì c’è un regolamento. Io sono andato a vedere per curiosità, e c’è proprio un riferimento al fatto che è previsto un divieto a qualsiasi apparentamento anche con le liste civiche. È espresso chiaramente. E, quindi, questo fatto ha un po’ spiazzato l’idea di poter fare un fronte comune. Ma ho mantenuto l’idea che Alcamo potesse avere una rappresentanza da parte della società civile, perché i soliti volti noti non erano più credibili. La gente o non li aveva mai appoggiati o era stanca, visti gli scarsi risultati e tutti gli scandali che ci sono stati. Quindi, da questo punto di vista, il motivo nasce da una ragione oggettiva. Poi, il motivo personale, la scelta di un impegno, possono essere diversi.
È questo un impegno diverso rispetto alla partecipazione di una parte del vostro gruppo al movimento MODI? E, intanto, vi si può definire ex MODI, l’associazione nata da una costola di ABC?
Intanto, la realtà che ha dato vita al “Progetto Alcamo” non si identifica solo con un gruppo di persone che ci conosce per questa appartenenza a MODI, perché prima di decidere, di aprirsi a questa lista e di tentare di fare questa lista, abbiamo cercato di aprirci ad altre realtà esterne e abbiamo visto che c’è stato un certo seguito. MODI nasce come associazione e, quindi, si è deciso di non essere presente sotto questo simbolo. Anche se un gruppo di noi pensava, perché lo statuto lo prevede se l’assemblea lo decide, di essere presente e spendere politicamente questa realtà. Ma siccome non c’era unanimità su questo, si è preferito diversamente, visto che bisognava aprirsi a realtà esterne senza la necessità di farle entrare nel movimento.
Quindi, avete fatto questa scelta per muovervi meglio dal punto di vista politico?
Sì. E anche per il fatto che c’era solo una parte che pensava bisognava cimentarsi direttamente in politica, perché c’erano alcuni che avevano aderito a MODI per motivi prettamente culturali. E, quindi, non sembrava giusto forzare questa dimensione, anche se noi facciamo ancora parte dell’associazione.
Ad Alcamo sono presenti altri movimenti come il M5S, lo stesso ABC. Inoltre, stanno nascendo diverse liste civiche. Qual è la caratteristica che vi contraddistingue rispetto alle realtà politiche esistenti?
Molti di noi, e io stesso, abbiamo organizzato tante attività che hanno coinvolto altre realtà politiche come “Alcamo unita contro il racket”, “Siamo Capaci”, ed altre manifestazioni che hanno cercato di coinvolgere parte positiva della città, senza nessuna forma di esclusione. Quindi, veniamo da esperienze di collaborazione, di attività con altre realtà come quelle che lei ha citato. Però, questa realtà politica ci distingue per lo stile, forse, per l’età media non prettamente giovanile, per la fermezza delle decisioni, ma anche per i toni direi meno accesi, più argomentativi, più dialoganti, meno slogan.
Più diplomazia?
No, più diplomazia no. Per un discorso di evitare eccessive radicalizzazioni, soprattutto dal punto di vista della forma linguistica. Questa, ad esempio, è l’esperienza che abbiamo avuto con ABC. Abbiamo dei contatti positivi con varie persone di Alcamo Bene Comune. I contenuti spesso possono essere simili, come il discorso della ricerca del bene comune. Il fatto che ci accomuna è l’assoluto disinteresse personale nell’approcciarsi alla politica come servizio, e non di utilità personale. Nessuno di noi ha l’interesse a diventare un professionista della politica, perché ciascuno di noi ha il proprio lavoro. Ecco, questo, forse, ci caratterizza perché siamo persone che da 30 anni hanno il proprio lavoro e fanno questa attività solo per unico scopo: servire la città, cercando di mettere a disposizione le proprie competenze.
Pensate di partecipare alla prossima competizione elettorale con un vostro candidato sindaco oppure avete intenzione di appoggiare altri movimenti?
Sì. Questa realtà nasce proprio per formare una lista civica che, come diciamo nel manifesto, è aperta alla collaborazione per quanto riguarda i programmi. Stiamo valutando anche la possibilità di esprimere un candidato sindaco. Alcuni amici mi hanno già chiesto di pensare a questa disponibilità, però, ci sto riflettendo.
Potrebbe dare una risposta a questa istanza nel corso dell’assemblea?
Penso che potrebbe essere l’occasione per dare la risposta. Però, non voglio anticipare cose che riguardano una realtà del gruppo, dell’assemblea. C’è già questa disponibilità e vediamo se va in porto. Pensiamo che per formare una lista, a differenza di altre realtà strutturate, magari possiamo andare avanti senza un candidato. Pero, penso sia importante avare una figura con delle idee programmatiche principali, perché ci sono dei candidati che vogliono sapere per chi spendersi, chi devono sostenere. Mi sembra logica questa prospettiva.
Se vi fosse proposto di partecipare alle primarie di coalizione del centro-sinistra, sareste disponibili?
Non saprei. È una decisione che dovrà prendere l’assemblea, il nostro gruppo. Ma la realtà del centro-sinistra mi sembra essere fatta da persone che rappresentano da molto tempo la politica. Personalmente, penso che quello che ci caratterizza è il fatto che siamo delle persone che sì abbiamo avuto una passione politica, però, non abbiamo avuto altre precedenti responsabilità politiche dirette, sia come consigliere che come assessore, se non qualcuno nel nostro gruppo negli anni settanta. Quindi, da questo punto di vista vorremmo rappresentare questa istanza non solo di novità, magari è uno slogan, ma anche di un ricambio. Nella realtà di Alcamo non solo ci sono tante persone che da tanto tempo fanno politica, ma con risultati scadenti su alcuni campi. Quindi, c’è un doppio motivo per cui è necessario che ci sia un turn over, un ricambio.
Dunque, lei esclude questa possibilità?
Io mi sentirei di escludere questa possibilità. Fino adesso abbiamo sentito certi nomi e, senza nulla togliere alla dignità delle persone, alcune le conosco bene come Vincenzo Cusumano, Benenati, altri no. Però, penso che se ad esempio ci fosse stato all’interno del Pd un reale rinnovamento con i giovani, che avrebbero preso campo approfittando di questa occasione di difficoltà con la “decapitazione” dei vertici come Papania, Scala, certo, sarebbe stato molto più agevole dialogare con delle nuove realtà. Anzi, bisogna aiutare a far venir fuori queste realtà per migliorare la classe politica e portare avanti nuove energie. Per quello che mi sembra che c’è adesso in campo, pare una realtà abbastanza difficile, perché si parla di Perricone, Paglino, di questa alleanza democratici-socialisti. Insomma, non vedo altre realtà significative. L’unica nostra possibilità di dialogo può essere una realtà civica più vicina a noi. Potrebbe essere quella di ABC, da questo punto di vista. Per il resto non mi sembra che ci siano tante possibilità.
Linda Ferrara
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